È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì 5 marzo 2010 n. 53, il decreto legislativo che attua l'articolo 60 della legge 69/2009 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
Sulle disposizioni del provvedimento è subito intervenuto il mondo dell'avvocatura, riunitosi sabato, per il quale esistono alcune perplessità e preoccupazioni. «La previsione della istituzione delle camere di conciliazione presso i Tribunali - rileva una nota del Consiglio nazionale forense dopo la riunione con i presidenti dei consigli dell'ordine, l'Oua e le associazioni forensi - è considerata una vittoria dei professionisti legali. Una collaborazione istituzionale che rimane critica, però, sugli aspetti della obbligatorietà in alcune materie e sulla previsione che dal conciliatore possa comunque venire una proposta di conciliazione pur senza la richiesta delle parti. Si potrebbero adombrare anche profili di incostituzionalità per eccesso di delega e violazione dell'articolo 24 della Costituzione (diritto di difesa)». «Gli organismi forensi sono gli unici ad avere sede presso i tribunali, dove si amministra la giustizia ordinaria. Gli spazi che si possono aprire agli avvocati - ha specificato il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, aprendo i lavori - sono tanti. Il Consiglio nazionale forense ha già avviato le pratiche per la iscrizione negli elenchi degli enti formatori. Ci auguriamo che tutti gli Ordini lo facciano».
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